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Agata

« …È un groviglio di sensazioni legate alla carne e alle viscere quello che le due donne sulla scena, madre e figlia, gettano addosso allo spettatore. La scenografia scarna ed essenziale, sottolineata da un continuo gioco di luci, lascia libera la scena ad una convincente Maria Teresa de Sanctis (la madre) e a Emanuela D’Antoni (la figlia) che raccontano, senza mai dialogare tra loro, la squallida vicenda di sesso e di orrore che si è consumata attorno al tavolo della cucina. C’è tutto il dolore del parto nelle parole della madre che, avendo alle spalle una vita squallida ed arida di affetti, non riesce ad abbracciare la figlia e a proteggerla dal suo amante. »
Carla Nicolicchia – La Repubblica - 18 aprile 2004

BALARM.IT del 17/04/2004
“Agata”: due destini scritti nello stesso nome
di CARLA NICOLICCHIA

Il destino scritto in un solo nome, Agata, che unisce due donne: madre e figlia sconvolte da una vicenda di squallore e sesso che le spinge a parlare ed analizzare ogni cosa, senza mai incontrarsi né fisicamente né spiritualmente. È l’incontro di due monologhi, “Agata”, il testo teatrale di quasi un’ora scritto, diretto ed interpretato da Maria Teresa De Sanctis che andrà in scena alle 21.30 del 17 aprile, alle 19 di domenica 18 ed alle 21.30 del 19 aprile ai Candelai (nell’omonima via) di Palermo. «E’ una storia che ho scritto l’anno scorso prendendo spunto da un fatto di cronaca orrendo che avevo letto su un giornale - racconta la regista che ha alle spalle diverse esperienze teatrali e lo spettacolo “Anime belle” presentato a palazzo Pantelleria per UrbanZonaArte - Una donna, una certa Iolanda dello Zen aveva messo in palio la figlia e un vassoio di cannoli per non so che gara. Mi è balenata allora l’idea di analizzare i sentimenti più oscuri della maternità».

Il testo racconta attraverso i monologhi delle due donne sulla scena una squallida vicenda di sesso, dove la madre per tentare di tenersi stretto il suo amante arriva anche a concedergli di stare con la figlia. L’unica via di fuga per la ragazza, allora, sarà quella di scegliere di allontanarsi e andare incontro ad un altro destino, ignoto, ma lontano dalla madre. Accanto alla madre (Maria Teresa De Sanctis) stravolta per quello che ha inflitto alla figlia, interpretata da Emanuela D’Antoni, mancherà la danzatrice Donatella De Sanctis perché infortunata. «Cercavo un nome tipico siciliano per le mie protagoniste, ma Rosalia mi sembrava troppo dolce, così ho optato per il suono più duro di Agata – racconta Maria Teresa De Sanctis – La scelta di un solo nome per le due donne deriva dalla necessità di rendere evidente che si tratta della stessa storia, ma raccontata da due punti di vista diversi e lontani. Infatti non ho scelto il dialogo, ma il monologo».

Accanto al flash sul mondo della cronaca fatta di orrori quotidiani consumati tra le mura domestiche, il testo teatrale affonda radici profonde fino a toccare il mito della leggenda di Demetra e Kore, la fanciulla che viene rapita da Ade, il re degli inferi. Lasciata Palermo, la prossima tappa per “Agata” sarà Roma, dove dal 7 al 9 maggio, lo spettacolo parteciperà in versione ridotta alla rassegna “Schegge d’autore”, dedicata ai corti teatrali ed organizzata dal Sindacato nazionale autori drammatici (Snad). «Per la rassegna abbiamo sforbiciato una ventina di minuti di testo – continua Maria Teresa De Sanctis – come quando abbiamo debuttato con lo spettacolo al Ditirammu, ma la versione definitiva è quella che proponiamo ai Candelai. Mi dispiace che mia sorella Donatella si sia fatta male e non possa danzare. L’elemento del ballo, infatti, per me è fondamentale come elemento narrativo a tutti gli effetti». Le musiche sono di David Darling, le scene ed i costumi della stessa Maria Teresa De Sanctis. L’ingresso costa 6 euro, ma è gratuito per i soci dei Candelai.

Caserta: Appuntamento con “Agata” al Piccolo Teatro Cts di via Ruggiero
Piccolo Teatro C.T.S. - Centro Teatro Studio Via E. Ruggiero, 93 - 81100 Caserta - tel 3407263581 - fax 01042066999 - e-mail angelo.bove@libero.it Dopo uno spettacolo di produzione romana, l’appuntamento al Piccolo Teatro Cts di Caserta è con una compagnia di Palermo. Lo spettacolo dal titolo “Agata” di Maria Teresa de Sanctis è previsto come al solito per sabato 3 marzo alle ore 21 e domenica 4 alle 20. Questo il plot dello spettacolo: Ma gravida la donna, quando gravida la donna rimane, che cosa la tiene vicina all’essere del ventre già suo, se non umane illusioni e altro, l’altro del sogno, dell’alto, dell’oltre, del dove? … Una vicenda di sesso e squallore (qualcosa riconduce alla Iolanda dello zen di qualche lustro fa, per chi lo ricorda) ripercorsa dalle due protagoniste, una madre e una figlia, attraverso l’intrecciarsi di monologhi dai quali il fatto rievocato dalle due differenti prospettive si riduce al perpetuo e vano cercarsi delle due donne. Da qui l’accostamento con la leggenda di Demetra e Kore, la fanciulla rapita da Ade, il re degli inferi, l’archetipo della dualità. Una donna, l’ambiente è misero in ogni senso, ha soddisfatto le voglie del suo amante con la giovane figlia che ora trova il coraggio per andarsene, anche se verso un destino ignoto. Sulla scena le due donne non si vedranno mai. Il racconto teatrale si avvale anche della danza lì dove la narrazione accosta alla vicenda qui narrata il mito citato. Un testo che affronta i sentimenti più oscuri della maternità. Sulla scena oltre alla regista e autrice Maria Teresa de Sanctis, l’attrice Stefania Lo Sardo e la danzatrice Donatella de Sanctis. Scene e costumi di Maria Teresa de Sanctis. Musica di David Darling. La durata dello spettacolo è di circa 50 minuti. Lo spettacolo ha partecipato nel 2004 in marzo a Palermo alla rassegna “SiparioKalsa” al teatro “Ditirammu” e in maggio a Roma a “Schegge d’autore” (in una versione breve) e inoltre il testo è stato segnalato al concorso “Teatro in movimento 2004” indetto dall’associazione romana “Fonopoli”. Il “Gruppo teatro Totem” nasce a Palermo nel 1986 da un gruppo di ex allievi della scuola di teatro “Teatès” di Michele Perriera. La ricerca del gruppo parte dal teatro dell'assurdo e attraverso varie esperienze approda ad un'idea di teatro globale dove, in strada come in piccoli spazi, dentro e fuori dai teatri, l’interazione della parola col corpo e lo spazio, utilizzando la gestualità come cassa di risonanza, si fonde in una essenzialità e efficacia espressiva affidata sia al potere evocativo dei testi che al rigore, suggestivo nella sua semplicità, di studiati effetti vocali e sonori. E tale essenzialità si riflette anche nella definizione delle scene, spesso minimali, in grado di alimentare evocazioni e suggestioni che tutto creano lasciando lo spettatore libero di immaginare e intuire. È un teatro di parola che si basa sulla musica e sul corpo, creando suggestioni ed evocazioni quale nutrimento dell’immaginazione dello spettatore. UfficiStampaRiuniti
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