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"Il grande dittatore" per "A proposito di bellezza"
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Il Gruppo Teatro Totem informa:

vi ricordiamo l'ultimo appuntamento per

 "A proposito di bellezza"
 rassegna cinematografica
 a cura di Maria Teresa de Sanctis

 Verrà proiettato "Il grande dittatore", del 1940, un film di Charlie Chaplin

presso l'associazione "Laboratorio Andrea Ballarò - Nausicaa"  circolo ARCI
 largo Rodrigo Pantaleone 9,  90143 Palermo tel 091201589

Importante:
la proiezione avrà luogo giovedì 21 ottobre alle ore 21

Saranno rispettate le normative anticovid19 e per accedere nei locali del laboratorio è necessario il Greenpass.

E' necessario prenotare.

Il grande dittatore” di Charles Chaplin, un film del 1940 con Jack Oakie, Charles Chaplin, Paulette Goddard, Henry Daniell, Reginald Gardiner.

Un barbiere ebreo, decisamente maldestro come soldato, viene ferito nel corso della prima guerra mondiale e ricoverato in preda a una forte amnesia. Una volta guarito torna al suo lavoro ma il mondo intorno a lui è profondamente cambiato. E' infatti andato al potere il dittatore Adenoide Hynkel il quale ha scatenato una caccia all'ebreo dietro consiglio della sua eminenza grigia Garbisch. Il povero barbiere viene così preso di mira e, nonostante l'aiuto di una fanciulla per la quale prova un sentimento profondo, sottoposto a soprusi. La sua straordinaria somiglianza con Hynkel gli consente però di sostituirsi a lui fino al punto di poter indirizzare un discorso alla nazione di contenuto profondamente umanitario. Il film ha ottenuto 5 candidature a Premi Oscar.

"Il tuo silenzio, corpo maciullato/ha una voce, la voce di una causa/che non conosce morte, di un cammino/di libertà che non conosce soste./Oggi ti uccide il tradimento, eleva/le barricate di odio e di terrore./Ma la tua morte, che è la tua vittoria,/oltre i tanti altri corpi martoriati,/al di là delle sbarre del tuo carcere,/apre un varco per te, ti rende libero". Chaplin scrisse questa poesia in un quaderno di appunti mentre in Spagna infuriava la guerra civile. Come avrebbe potuto tacere quando la lucida follia nazista rischiava di asservire a sé l'Europa e il mondo? Anche se in seguito ebbe a dichiarare: "Se avessi saputo com'era spaventosa la realtà dei campi di concentramento, non avrei potuto fare Il grande dittatore, non avrei trovato niente da ridere nella follia omicida dei nazisti". Il film è uno dei capolavori chapliniani per la capacità che ha di cogliere il senso di frustrazione di Hynkel (soprattutto quando è a confronto con il suo sodale Napaloni) che si risolve nel bisogno costante di trovare qualcuno da umiliare (si pensi alla gag dei bottoni). La scena del mappamondo è una di quelle che restano in maniera indelebile nella memoria di chiunque abbia visto il film così come la struttura della prima parte (dopo il prologo bellico) in cui si alternano i due personaggi. Abbiamo così modo di assistere, con un divertimento che invita alla riflessione, alle vicissitudini del barbiere ebreo contrapposte alle sfuriate e ai discorsi espressi con suoni gutturali ed onomatopeici dal dittatore. Il discorso finale finisce poi con il sintetizzare la visione del mondo chapliniana. Se Charlot era una vittima capace anche di vendetta nei cui occhi brillano lampi di malizia l'applauso che accompagna l'accorato appello del dittatore/barbiere lascia qualcosa di più di un sospetto che non si tratti di convinzione ma soltanto di adesione quasi pavloviana. Come il Vagabondo anche il suo creatore credeva nell'umanità ma 'con misura.

 Dal Morandini
Un barbiere ebreo è scambiato per Adenoid Hynkel, dittatore di Tomania, e in questa veste pronuncia un discorso umanitario. Satira penetrante e persino preveggente del nazifascismo in cui Charlot si sdoppia nel piccolo barbiere ebreo e nel dittatore Hynkel (Hitler): l'uno appare come l'immagine un po' sbiadita del vagabondo; l'altro ne è, per certi versi, il negativo. Primo film parlato di Chaplin. Da un dialogo ridotto all'essenziale (Charlot non può parlare) si passa, nel finale, all'invadenza della parola. Sequenze celebri: la rasatura al ritmo di una danza ungherese di Brahms; Hynkel che gioca col mappamondo; l'incontro tra Hynkel e Benzino Napaloni, dittatore di Bacteria. Anni dopo Chaplin espresse il suo dispiacere di averne fatto una commedia nella sua ingenua ignoranza di quel che veramente succedeva nella Germania nazista, ma il film è, comunque, una gioia da vedere ancora oggi. Distribuito in Italia nel 1949 con tagli di circa 4', in particolare nella scena del ballo cui partecipano Hynkel, Napaloni (Oakie) e sua moglie (Hayle), personaggio totalmente rimosso, forse perché Rachele Mussolini era ancora in vita. Chaplin con le voci di A. Marcacci (il barbiere) e G. Bellini (Hynkel); C. Romano doppia invece Napaloni. Questa edizione mutilata passò in TV e in home video (VHS e DVD Elleu). Nel '72 uscì una nuova edizione, ridoppiata con la voce di Oreste Lionello per Chaplin. Ridistribuito nelle sale italiane in edizione integrale restaurata nel dicembre 2002.

Col piacere di incontrarvi

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